Donare, per me, non è stato solo un gesto. È stata la reale opportunità di fare la differenza nella vita di qualcuno.
Dopo undici anni dall’iscrizione al Registro e ad ADMO, non credevo davvero che quella chiamata sarebbe mai arrivata. E invece è arrivata. E in un attimo ha cambiato tutto.
Non ho avuto paura della procedura. La mia unica paura era non essere abbastanza.
Che la mia donazione potesse non bastare, che non fosse davvero utile. Il mio desiderio più grande era che potesse diventare speranza concreta per qualcuno che stava lottando.
La donazione di midollo osseo e di cellule staminali è un atto silenzioso, profondo, potentissimo. Un incontro invisibile tra due vite che non si conoscono, ma che si toccano nel punto più essenziale.
Oggi sto bene, non ho avuto problemi, e porto con me una gratitudine immensa. Spero con tutto il cuore che anche il paziente stia bene. Che possa tornare a sognare, desiderare, vivere senza paura. E mi piace pensare che, insieme a lui, continui a vivere anche una piccola parte di me.
Perché a volte, senza nemmeno conoscersi, si può essere tutto per qualcuno.

